Nuovo matrimonio.
Finalmente una sposa decide di fare le cose per bene e lancia il Bouquet; eccolo:

L'ho preso io! A quanto pare tra un anno mi sposerò! xDDD
GRAZIE MARZIA!!! E se la mia voce ancora servirà per dare anche solo un briciolo di felicità alle persone a cui voglio bene, specie in momenti così importanti, non smetterò MAI di cantare! ;) ANCORA CONGRATULATION ILLUSTRI SPOSI E GRAZIE DI CUORE! :*:*
Il mio amichetto Emanuele si è divertito a tracciare la mia personalità secondo l'alfabeto...se manca qualcosa o non siete d'accordo (speriamo, visto che non mi ci rivedo tanto.. -.-"), ditelo!
Alessia, autentica, affabile, altruista, abbronzata, affascinante, amica, amore.
Brillante, bella, buona, babbuina.
Comunista, carismatica, complessata, ciminiera, cibopatica, cogliona.
Dolce, disincantata, decisa, diplomatica solo quando vuole, disinibita.
Energica, entusiasta, egoista, estroversa.
Femminile, fantasiosa, fragile, ferita, folle, ma forte.
Gentile, forse troppo; gelosa, forse troppo; grassottella, ma non troppo.
Intelligente, istrionica, insicura, irascibile, irritante.
Lessa come un pesce quando ha sonno, lacrima facile.
Maliziosa, mestruatta, mordace, malinconica.
Narcisista, nervosa.
Orgogliosa, ornitorinca.
Possessiva, pessimista, presuntuosa, profumata.
Ritardataria, ritardata, rancorosa, riflessiva.
Severa, sfacciata, sincera, sensibile, simpatica, spericolata a volte, sensuale, spendacciona, solitaria, stronza.
Tettona, testarda.
Unica, umile poco, umida a volte.
Viva, vera, vulcanica, volubile, veggente.
Zoccola.
By Ema
Cappuccetto Rosso
By
Marco Carta
C'era una volta in Sardegna una bambina, la più carina che si potesse mai vedere.
Si chiamava Alessia e la sua mamma ne era orgogliosa, sua zia ancor di più.
La mamma le aveva cucito su misura un cappuccetto rosso che le illuminava così bene il viso che la chiamavano dappertutto "Cappuccetto Rosso". Che stronzi.
A dire la verità, alcuni "Sotuttoio" del suo villaggio la chiamavano Babbo Natale, facendole notare che il cappuccio le illuminava il viso perchè aveva le lampadine colorate che suonano Jiggle Bells sempre nei momenti meno opportuni, ma la nostra storia non si occupa di questo.
Un giorno sua madre, dopo aver preparato delle gustosissime ciambelle, le disse: "Bambina mia, dovresti andare a fa visita alla zia: sta poco bene e vorrei tu le portassi questi dolcetti che ho appena sfornato. Mi raccomando, però: sai bene che non devi fermarti per strada per nessuna ragione; siamo in periodo elettorale e ci sono in giro quelli di Forza Italia o peggio, quelli della Lega Nord!"
Cappuccetto Rosso, senza farselo ripetere due volte, partì per andare dalla zia, la quale abitava al limitare del bosco, a Monte Claro per la precisione.
Passando per il bosco, gioiosa e allegra come sempre, si soffermò a fumare qualche sigaretta, fanculizzando amichevolmente tutti gli animaletti che incontrava.
Dì li a poco, la bambina s'imbattè in Calderoli, il quale aveva una gran voglia di mangiarsela ma, essendoci gli extracomunitari lì vicino, si limitò a rivolgerle la parola: "Ma che bella bambina sei! Come ti chiami e dove stai andando?"
"A fanculo, e come mi chiamo sono cazzi miei, ciccione di merda!" rispose la piccola scordando che la mamma le aveva spiegato quanto fosse pericoloso fermarsi a dar retta a quelli del centro-destra.
"E' molto lontano da qui?" s'informò Calderoli.
"No, no...in cima a Monte Claro, lassù, passata quella merdata in cemento e fiori secchi che vorrebbe essere un'opera d'arte botanica...è l'unica casa in cima, la si vede da qui.." rispose ironicamente la bambina.

"Ti auguro buon viaggio allora...A presto!"
Così dicendo Calderoli, sogghignando, si mise a correre a più non posso, con tutta la forza che aveva nel cervello, che notoriamente lui ha nei piedi, prendendo una scorciatoia che ben conosceva.
Cappuccetto Rosso, ignara di tutto, se ne andò per la sua strada che era la più lunga, canticchiando e raccogliendo nocciole, saltellando e divertendosi a fanculizzare le farfalle.
Calderoli in due salti arrivò alla casa della zia e bussò. "Toc, Toc!"
"Chi è?" chiese la zia.
"Sono Cappuccetto Rosso, sono la tua bambina.." disse Calderoli mascherando la voce "..e sono venuta a portarti un cestino di cose buone che la mamma ha preparato per te"
La buona zietta, che era a letto perchè si sentiva ancora poco bene, rispose: "Solleva il catenaccio e la porta si aprirà, ma ricorda che qui non puoi fumare!"
Calderoli così fece e la porta si aprì.
Appena in casa, si gettò sulla zietta e se la mangiò in un sol boccone, perchè era digiuno da quando Bossi era tornato in politica.
Quindi richiuse l'usciò e andò a mettersi nel letto aspettando l'arrivo di Cappuccetto Rosso la quale, di li a poco, bussò alla porta.
"Toc, toc" "Chi è?"
Cappuccetto Rosso, sentendo quella strana voce, ebbe all'inizio un po' di paura ma, pensando che la zia fosse influenzata, rispose: "Che minkia di voce che c'hai! Sono Cappuccetto Rosso e sono venuta a portarti un cestino di cose buone che la mamma ha preparato per te."
Calderoli, assottigliando un po' la voce, la invitò ad entrare e, vedendola apparire, si nascose per bene il viso sotto le coperte.
"Sistema il cestino sul tavolo, bambina mia, e avvicinati" le disse.
Cappuccetto Rosso così fece e si avvicinò al letto della zia ma, osservando bene, iniziò a domandare: "Zia..ma che braccia grandi hai!"
"Per abbracciarti meglio, bambina mia!" rispose Calderoli.
"Zia...ma che gambe grandi che hai!"
"E' per correre meglio, bambina mia!"
Cappuccetto Rosso, sempre più stupita, riprese: "Zia...ma che orecchie grandi che hai!"
"E' per sentirti meglio, bambina mia!"
"Zia..ma che occhi grandi che hai!"
"Sono per vederti meglio, bambina mia!"
"Zia..ma che faccia da pagliaccio ubriaco che hai!"
"Cosa?!?!"
"E guarda come cazzo c'hai i capelli! Ma perchè cazzo non ti pettini?"
"Emh..ma io veramente.."
"E poi..che bocca grande hai, sembri una battona!"
"Ah, emh..per mangiarti meglio!"
E così dicendo, Calderoli si gettò sulla malcapitata Alessia e se la mangiò in un sol boccone.
Con la pancia ormai piena, si rimise a letto e si addormentò di colpo.
Il suo russare attirò l'attenzione di La Russa, che passava proprio in quell'istante nei pressi della casa e, incuriosito, osservò dalla finestra la scena e decise di entrare.
Pensando che la casa fosse un lager di prima accoglienza e veduto Calderoli con la pancia piena e la faccia più paonazza del solito, immaginò cosa fosse successo e , senza perdere altro tempo, indisse una riunione straordinaria della Casa delle Libertà, durante la quale si decretò all'unanimità di destituire Calderoli da ministro e di aprirgli la pancia per salvare, seppur a malincuore, il povero extracomunitario che credevano si fosse mangiato: con immenso stupore, balzarono fuori la zia di Alessiuccia la Rossa e Alessia in persona.
Esse, alla vista di tutti quei fascisti, piansero e scapparono a gambe levate verso l'uscita di Monte Claro, concedendosi un lungo abbraccio di gioia una volta arrivate ai cancelli, senza accorgersi che questi erano ormai chiusi e loro non poetvano più uscire.
Ma questa è un'altra storia....